
Le contraddizioni di un territorio complesso
Nel cuore della Puglia, la provincia BAT (Barletta-Andria-Trani) si trova oggi al centro di dinamiche sociali ed economiche complesse.
Il 2025 che volge al termine si presenta come un anno ricco di contrasti: da una parte, la crescita del turismo e l’arrivo di nuovi viaggiatori; dall’altra, l’aumento delle migrazioni e la persistenza di fragilità economiche ed educative.
In questo contesto, la Scuola degli Adulti, il CPIA BAT “Gino Strada”, si afferma come un presidio fondamentale di inclusione e sviluppo delle competenze di base.
Trasformazioni del territorio: tra turismo e migrazioni
La Puglia, e in particolare la provincia BAT, vive un momento di grande trasformazione: le città di Andria, Barletta e Trani sono mete privilegiate di un turismo culturale e balneare in espansione. Tuttavia, la natura stagionale di molti impieghi turistici genera instabilità, salari bassi e poche prospettive di crescita professionale. Contemporaneamente, la pressione migratoria si fa sentire con forza crescente: sempre più persone arrivano in cerca di un futuro migliore, portando con sé storie di speranza e un forte bisogno di integrazione.
I numeri che raccontano la realtà
- Migrazioni: secondo il cruscotto del Ministero dell’Interno, nel 2025 gli arrivi via mare in Italia sono aumentati del 12% rispetto all’anno precedente, con una quota significativa di ricollocamenti in Puglia.
- Turismo: la regione registra un +8% di presenze turistiche rispetto al 2024, e la BAT beneficia di eventi culturali e di un turismo esperienziale in crescita.
- Povertà economica: i dati ISTAT indicano che il 23% delle famiglie pugliesi è a rischio povertà, con incidenza maggiore nei lavori stagionali e nei servizi. La BAT non fa eccezione.
Opportunità e fragilità: un territorio in bilico
Il turismo rappresenta una risorsa importante, ma spesso non garantisce stabilità occupazionale: molti contratti sono a termine, i salari rimangono bassi e le competenze richieste sono limitate.
Nel frattempo, la presenza di migranti e di adulti italiani privi di titoli di studio strutturano un doppio binario sociale: da una parte chi lavora senza prospettive di crescita, dall’altra chi cerca ancora di entrare nel mercato del lavoro.
Il rischio concreto è quello di un aumento della povertà educativa, con conseguente esclusione sociale. Senza competenze di base – dalla lingua italiana alle competenze digitali e di cittadinanza – diventa difficile migliorare la propria condizione lavorativa e partecipare attivamente alla vita civica.
Il CPIA: un presidio di inclusione e formazione
In questo scenario, il CPIA BAT “Gino Strada” svolge un ruolo cruciale come punto di riferimento per adulti e migranti.
La Scuola degli Adulti offre:
- Alfabetizzazione linguistica: corsi di italiano L2, fondamentali per l’inclusione sociale dei migranti;
- Licenza media e competenze di base: percorsi per adulti italiani che desiderano riprendere gli studi e migliorare le proprie opportunità;
- Competenze digitali e professionali: moduli formativi orientati alle esigenze dei settori turistico e dei servizi, per favorire la transizione verso lavori più qualificati;
- Progetti integrati: collaborazioni con enti locali, associazioni e imprese per percorsi di upskilling e inserimento lavorativo;
- Percorsi di garanzie delle competenze per adulti, anche già laureati, che abbiano vogliano di rimettersi in gioco in un’ottica di apprendimento permanente.
Voci dalla Scuola: esperienze di cambiamento
Le testimonianze raccolte tra gli studenti del CPIA raccontano di percorsi di crescita personale e sociale:
- «Quando ho varcato la soglia del CPIA, avevo paura di non farcela. Oggi so che non è mai troppo tardi per imparare: ho preso in mano i libri e ho ritrovato me stesso» (Studente adulto, Andria).
- «In aula siamo tutti diversi: chi viene dall’Africa, chi dall’Asia, chi dall’Europa dell’Est. Ma quando impariamo insieme, ci sentiamo uguali. È come viaggiare senza muovers.» (Corsista straniero, Trani).
- «Studio italiano perché voglio parlare con i miei figli e trovare un lavoro. Ogni parola nuova è un passo verso la libertà» (Madre migrante, Barletta).
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